Parole: Siete perspicaci come l'ispettore Pruno? Test
Quando l’ispettore Pruno arrivò sulla scena del delitto, gli si presentò un quadro raccapricciante: la tavola imbandita era inondata di sangue, e Suzukimaruti giaceva con la testa fracassata riversa nel piatto. Davanti a lui sedeva Sara Maternini, la padrona di casa, il capo reclinato all’indietro sulla sedia, il volto violaceo e contratto, sintomo inequivocabile di morte da soffocamento.
In un angolo della stanza, attorniate da poliziotti, due donne: Luigina Foggetti piangeva calde lacrime che scendevano sinuose lungo il suo prosperoso decolleté, mentre LaFra sedeva immobile, il volto bloccato in un sorriso enigmatico, catatonica.
- Povera ragazza, dev’essere in stato di shock - commentò l’umanissimo ispettore.
- No no, è sempre così - gli disse, tra un singhiozzo e l’altro, Luigina, per poi gridare in piena crisi isterica - Ispettore non sono stata io! Non sono stata io!
- Su, su, si calmi, mi dica cos’è successo.
- Eravamo… eravamo a tavola. Sa, l’atmosfera era tesa: tra la cucina della povera Sara, una cara ragazza eh, ma *dio mio* quei maccheroni! - Luigina rabbrividì - e quello lì che non si zittiva mai, mai, mai, si era creata una situazione strana, angosciante, io me lo sentivo che sarebbe successo qualcosa. Poi è arrivata la torta salata, cazzo, cazzo, quella torta salata! - altro brivido - e lui che continuava a ripetere Obama, e Veltroni, e D’Alema, e Obama, e il punto croce, e la tecnica costruttiva dei pannelli solari, e il disco introvabile dei Village People, e il processo di vinificazione del Picolit, e Obama, e Veltroni, e D’Alema, e Veltroni… Ispettore, mi creda, come qualsiasi persona sana di mente l’avrei torturato lentamente fino alla morte, ma non l’ho ucciso io! - disse tutto d’un fiato la ragazza, prorompendo in un pianto a dirotto che la scuoteva tutta e che imprimeva alle sue tette madide di lacrime un sobbalzare sincopato e quantomai ipnotico.
- Cara ragazza, non faccia così, le credo, le credo - la rassicurò l’ispettore, pregando silenziosamente svariate divinità affinché propiziassero un nipple slip - Su, continui, poi cos’è successo?
- Ecco, poi è arrivato il momento del dolce. Sara ha spento le luci e acceso due candele, sa per fare atmosfera, ed è arrivata colla sua torta di pane, ha cominciato a tagliarla, lui stava parlando ormai da mezz’ora di camicie botton down, poi non so come ha detto “Veltroni”, ed è a quel punto che qualcuno ha soffiato sulle candele, non ho visto chi ma non sono stata io!, e poi quei rumori agghiaccianti, lui che urlava, e poi quell’ansimare, quel soffocare, e io a tentoni che cercavo l’interruttore, e quando l’ho trovato… quando l’ho trovato… Sara e Suz erano… erano…- Luigina non riuscì a finire la frase.
- Ispettore, è un vero rompicapo! - disse il brigadiere Feed - L’uomo presenta profondissime ferite al capo, provocate da un oggetto estremamente pesante, duro e acuminato, come una piccozza, o un cuneo spaccalegna: ma dell’arma del delitto nessuna traccia. Quanto a lei, è morta chiaramente per strangolamento: ma la cosa assurda è che non presenta alcuna ecchimosi sul collo!
L’ispettore Pruno tornò a esaminare la scena del delitto. Osservò con cura le ferite sulla testa dell’uomo. Poi esaminò il tavolo, la macchia di sangue, le posate, la torta. Poi si avvicinò alla donna, ne esaminò il collo, con attenzione. Poi passò al volto cianotico, bloccato in una smorfia orribile. Estrasse delle pinzette dalla tasca dell’impermeabile, raccolse qualcosa dall’angolo sinistro della bocca, e lo osservò attentamente con la sua inseparabile lente.
- Ispettore, desidera interrogare anche l’altra ragazza? - chiese il brigadiere Feed.
- No. Le rilasci pure entrambe. Sono innocenti - rispose Pruno, abbassando la lente - So chi è l’assassino. E’ stato molto ingegnoso, ma purtroppo per lui ha fatto male i calcoli. Però è riuscito a sfuggire all’arresto, questo sì.
Chi è l’assassino?
Come sono morti Suzukimaruti e Sara Maternini?
E come ha fatto l’ispettore Pruno a risolvere l’enigma?
SOLUZIONE:
L’assassino è Sara Maternini, esasperata dalla letale logorrea da parrucchiere petulante di Suzukimaruti. Al momento del dolce, quando Suzuki ha ripreso per la trentaseiesima volta a parlare di Veltroni, Sara non ci ha visto più e ha elaborato in un attimo il suo piano diabolico: con gesto ratto ha soffiato sulle candele, e poi ha colpito con furia selvaggia Suzukimaruti al capo con una fetta della sua famigerata torta di pane. Dopodiché, per far sparire l’arma del delitto, ha ingurgitato la fetta, rimanendone però soffocata.
L’arma del delitto: la famigerata torta di pane di Sara Maternini
