PlacidiAppunti (1/1)

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Parole: Placidi Ossignùr 2

Aspiranti giudici con precedenti in grammatica

Il fatto clamoroso è che tutti quelli che si sono persi per strada sono caduti per eccesso di ignoranza, tanto evidente e irreparabile da aver indotto la commissione ad andar giù pesante. Torniamo al latino: si può far finta di nulla di fronte a un candidato che stravolge il fondamento del «Nulla poena sine lege» col più disinvolto «Nullum pene sine lege»? Come spiegare agli esaminandi che il latino è difficilmente conciliabile con lo slang asfittico dei messaggini telefonici? Immaginiamo, dunque, lo stupore dei commissari nel leggere la parola «veperata», scritta da una candidata. C’è voluto più di qualche minuto per intuire che la ragazza voleva scrivere «vexata» e che era stata tradita da quella x che nel linguaggio dei cellulari è l’abbreviazione di «per».

Ci sono stati candidati che hanno scritto i due temi interamente con le abbreviazioni «cellularesche»: immaginiamo cosa possa essersi appalesato agli occhi della commissione, costretta a smorfiare un «cmq» che si traduce con «comunque». Per non parlare della punteggiatura. Intere pagine senza una virgola e senza un punto, ma anche senza la forza di un Joyce. Al contrario, c’è stato chi ha frammentato le singole frasi, anche soggetto e predicato, a colpi di virgole, punti e punti e virgola, come Totò e Peppino nella «Malafemmina». E non mancano i furbi. Per sopperire all’assoluta ignoranza sulla sillabazione, molti hanno accorciato il rigo per sfuggire alla necessità di andare a capo, magari sbagliando.

Nessuno dei commissari confesserà mai tutto ciò che sono stati costretti a leggere, ma il gossip - in funzione da quasi tre mesi, con tanto di attacco alla commissione su un blog(1) allestito dai candidati respinti - fa trapelare l’entità di un altro poco invidiabile record di questo concorso: una raccolta di circa dodici pagine di strafalcioni. Numerosissimi gli «essere» e gli «avere» senza accento e senza l’acca, l’«un» apostrofato ed anche «qual». C’è anche un «riscuotere» con la “q”.

da leggere tutto l’articolo di Francesco La Licata su la stampa.it
(1) Quale sarà?

7.01.2008