Mercanti di Liquore - Marco Paolini - Angelino sempre in piedi
articolo 1: L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro
Angelino parla forte dentro nel tuo cellulare finalmente ti han chiamato che eri stanco di aspettare ti ha chiamato l’agenzia, quella per trovar lavoro ti hanno dato appuntamento per domani ore 18
Angelino son sei mesi che ti hanno lasciato a casa ti sei chiuso in una vita che è monotona e noiosa sempre li sopra il divano, il tuo mondo si è ristretto come fossi un inquilino neanche tanto bene accetto
C’ho mia moglie che l’è stufa di vedermi ciondolare per tenermi un pò impegnato non sa più cosa inventare le ho imbiancato il soggiorno e la camera da letto le ho pulito la cantina le ho sturato il gabinetto
Io lo faccio volentieri, però a dir la verità quando lavoravo in fabbrica faticavo la metà
Miserabile Angelino, miserabile Angelino Angelino sempre in piedi Miserabile Angelino, miserabile Angelino si, ma sempre in piedi
Angelino tira dritto, Angelino sempre in piedi e pensare che una volta un lavoro ce l’avevi per vent’anni ce l’hai avuto, poi ti han fatto esuberante ti hanno detto non temere le occasioni sono tante
son tornato giu al reparto, giu al reparto a salutare ce li avevo tutti intorno mi volevan consolare poverino un accidenti, gli ho gridato, cosa credi? me non mi si fa strisciare, Angelino sempre in piedi
Miserabile Angelino, miserabile Angelino Angelino sempre in piedi Miserabile Angelino, miserabile Angelino si, ma sempre in piedi
Angelino ti sei messo il vestito più bello la tua giacca da bardem, color cammello poi sei entrato all’agenzia e hai davanti un ragazzetto che c’ha metà dei tuoi anni, la t-shirt e il doppiopetto
Può cercarmi, per piacere, nel comuter che ha davanti un lavoro come quello che ho già fatto per vent’anni? qui l’offerta è di tre mesi nel settore immobiliare però almeno non sta a casa, cosa le costa a lei provare?
Miserabile Angelino, miserabile Angelino Angelino sempre in piedi Miserabile Angelino, miserabile Angelino si, ma sempre in piedi
Torna a casa Angelino che tua moglie è li che aspetta con la tavola imbandita e la tovaglia della festa la conosci come è fatta, sarà li tutta agitata prima ti farà sedere poi ti chiede come è andata
Il lavoro che volevo, mi hanno detto non ce l’hanno vorrà dire che per ora prendo quello che mi danno tocca cominciar da capo, apprendista, mi ci vedi? vabé porta da mangiare, Angelino sempre in piedi
Miserabile Angelino, miserabile Angelino Angelino sempre in piedi Miserabile Angelino, miserabile Angelino si, ma sempre in piedi
Miserabile Angelino, miserabile Angelino Angelino sempre in piedi Miserabile Angelino, miserabile Angelino sì, ma sempre in piedi
Miserabile Angelino, miserabile Angelino Angelino sempre in piedi Miserabile Angelino, miserabile Angelino sì, ma sempre in piedi
Però in sala studio è pieno di gente che starnutisce perché i finestroni, con la scusa dell’influenza, sono aperti lungo l’intera facciata, dal primo all’ultimo, facendo una corrente terribile. Come a dire che se non prendi la A (magari con una bella bronchite, come me) ti prendi comunque una polmonite. Un bel guadagno, non c’è che dire!
Stamani saluti con Francesco. Buon asilo. Buon lavoro. Ah, papà. Ieri ho fatto due disegni. Uno con noi che andiamo all’Esselunga e la troviamo aperta e uno con noi che andiamo all’Esselunga e la troviamo chiusa.
Ora però la faccenda si fa seria perché il governo del mio Paese mi invita a contare fino a venti prima di togliere le mani dall’acqua, pena contagio pandemico. E addirittura, mi dice Chiaratiz, in Francia invitano a contare fino a trenta, forse per la grandeur o forse perché i numeri francesi sono più veloci da dire. Al che mi sono chiesto a quanto arriveranno in Svizzera (cento?) e mi sono prefigurato la Meliconi che mette in vendita un pratico contanumeri per eliminare la discrezionalità nella velocità dell’esecuzione.
Questa sera (alle 21.30) su La7 c’è Marco Paolini con i Miserabili:
Uno spettacolo che ripropone uno stile inconfondibile fatto di parole, immagini, suoni, suggestioni. Un evento straordinario che riporta sul palcoscenico di LA7 Marco Paolini, protagonista con i Mercanti di Liquore di Miserabili. Io e Margareth Thatcher, un racconto in forma di ballata - fatto di monologhi, canzoni e brevi narrazioni - sulla metamorfosi della società italiana (e non solo) a partire dagli anni ’80 fino ad oggi.